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Gabriel De gaudi - Italy

informal art and sculture

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Media vision of the original Italian artist Gabriel De Gaudi (Gabriele Giorgi) puts his artistic works firmly within a vanguard position. Some of his works may seem unconventional, but in fact they embody a spirit of inclusion that symbolic modern dates from 1912, when Pablo Picasso produced his first assemblage titled still life with- Chair caning-. As well as this great artist, Gabriel De Gaudi has also developed a technique of "inclusion". The artist works with virtually any Visual medium known, including photography, video, painting, print, sculpture, drawing and installation.
Gabriel De Gaudi devoted himself also to the lively writing and short poems whose introspective thinking suggests read methods of the same Visual work.
With his inexhaustible curiosity about new techniques and materials, the Visual artist played the role of pioneer, bridging this lack. In fact in an artistic reality such as that of the last century, characterized by simple words and categorizations, the artist's interest for new instruments and materials remains one of the few constants. Photo, film, video, Acrylic paint, plastic, computers and nanotechnology, just to mention some of the most important advances, are among the basic technical revolutions that come to life in the artistic atelier. In addition, new materials have increased the options by the artist.
It was thanks to this climate of inclusion, exploration and innovation that Gabriel De Gaudi has caught on as an artist. His artistic works are carried out through the use of the latest technological means as well as through the woodcut. In his previous job as a painter, he has explored the resources of a flat surface. As soon as the plan is structurally altered, here is that there is first a third dimension.
Even before our eyes can perceive it, a rigid steel rod turns into a gentle swirl of silk and metal plates that take flight. Through all this, the artist shows an enormous respect for the integrity of the material; When it intervenes, it does so through calm gestures that leave no place to play.
And it is precisely this subtle boundary line that donates to the irresistible poetic transformations of Gabriel De Gaudi dignity and integrity. (David Galloway)

La visione multimediale dell’originale artista italiano Gabriel De Gaudi (Gabriele Giorgi) pone saldamente le sue opere artistiche all’interno di una posizione d’avanguardia. Alcuni dei suoi lavori potrebbero apparirci non convenzionali ma in realtà essi incarnano uno spirito di inclusione moderno il cui inizio simbolico è datato 1912, anno in cui Pablo Picasso produsse il suo primo assemblaggio intitolato Natura morta con sedia impagliata. Così come questi grandi artisti, anche Gabriel De Gaudi ha sviluppato una tale tecnica di “inclusione”. L’artista lavora praticamente con ogni mezzo visivo conosciuto, inclusi la fotografia, i video, la pittura, la stampa, la scultura, il disegno e l’installazione.
Gabriel De Gaudi si dedica anche alla scrittura di vivaci e brevi poesie il cui pensiero introspettivo suggerisce metodi di lettura dello stesso lavoro visivo.
Con la sua inesauribile curiosità riguardo nuove tecniche e materiali, l’artista visivo ha svolto il ruolo di pioniere colmando questa mancanza. Infatti in una realtà artistica come quella dell’ultimo secolo, caratterizzata da semplici parole e categorizzazioni, l’interesse dell’artista per nuovi strumenti e materiali rimane una delle poche costanti. Fotografia, film, video, pittura acrilica, plastica, computer e nanotecnologia, solo per citare alcuni dei progressi più rilevanti, sono tra le rivoluzioni tecniche fondamentali che prendono vita proprio negli atelier artistici. Inoltre, i nuovi materiali hanno aumentato le opzioni dell’artista.
È stato proprio grazie a questo clima di inclusione, esplorazione e innovazione che Gabriel De Gaudi ha preso piede come artista. Le sue opere artistiche si realizzano grazie all’utilizzo degli ultimi mezzi tecnologici ed anche attraverso la xilografia, Nel suo precedente lavoro di pittore, Gabriel De Gaudi ha esplorato le risorse di una superficie piana. Non appena il piano viene strutturalmente alterato, ecco che ci si presenta innanzi una terza dimensione.
Prima ancora che i nostri occhi riescano a percepirlo, una rigida asta d’acciaio si trasforma in un gentile vortice di seta e placche di metallo che prendono volo. Attraverso tutto ciò, l’artista dimostra un enorme rispetto per l’integrità del materiale stesso; nel momento in cui interviene, lo fa attraverso gesti pacati che non lasciano posto al teatrale. Ed è proprio questa sottile linea di confine che dona alle irresistibili trasformazioni poetiche di Gabriel De Gaudi dignità ed integrità. (David Galloway)

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